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Scandalo Sonatrach dall'Algeria all'Italia

ALGERIA - Algeri. Lo scandalo che ha coinvolto i vertici della società energetica nazionale algerina, Sonatrach, continua a scuotere il mondo energetico e ha varcato i confini del Paese nordafricano. In effetti, alcuni scandali di corruzione e malversazione hanno portato recentemente alle dimissioni del Presidente della Sonatrach, Mohamed Meziane, e di quindici dirigenti della società azzerandone di fatto il quadro dirigente. A questo proposito il tribunale di Algeri dovrebbe derimere la questione proprio in questi giorni.

 

Dall’Algeria lo scandalo dovrebbe allargarsi anche all’Italia e a farne le spese sarebbe  l’Amministratore Delegato di Saipem, Pier Francesco Tali. In effetti, nel corso del CDA di Saipem Tali avrebbe rassegnato le proprie dimissioni. L’ondata dall’Algeria sull’Italia non dovrebbe fermarsi alla sola Saipem, poiché la società leader nel settore ingegneristico dell’Oil&Gas è controllata al 43% dall’ENI, il colosso energetico italiano. A questo proposito, fonti giornalistiche indicano che il responsabile finanziario dell’ENI, Alessandro Bernini, sarebbe pronto a presentare le proprie dimissioni all’Amministratore Delegato di ENI, Paolo Scaroni. 

La società Saipem sarebbe finita nel mirino a causa dell’ottenimento, a quanto pare dubbioso secondo la magistratura algerina, del contratto da 580 milioni di dollari per la realizzazione del del gasdotto GK3. Il gasdotto rientra nelle mire strategiche dell’Italia poiché doveva aumentare la capacità di trasporto del gas algerino a nord per un totale di 9 miliardi di metri cubi all’anno. Gran parte di questo gas servirebbe per l’approvvigionamento del gasdotto italiano in corso di realizzazione Gasdotto Algeria Sardegna Italia – GALSI e di altre strutture algerine (la struttura di liquefazione di gas naturale di Skikda e di due centrali elettriche).

 

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