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Geoeconomia

Ankara investe in Libia

LIBIA - Tripoli 06/12/2013. La Libia sta invitando gli imprenditori turchi a investire nel settore petrolifero del paese, ha detto in un'intervista con il quotidiano turco Sabah il capo della National Oil Company (Noc), Abdulbari al-Arussi. 

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Corruzione libica in Francia

FRANCIA - Parigi 05/12/2013. I giudici francesi hanno aperto un'inchiesta per corruzione nelle attività della Total in Libia durante il regime di Muammar Gheddafi.

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Il pizzo del Delta del Niger

NIGERIA - Abuja 04/12/2013. Alcuni membri della Joint Task Force (Jtf) governativa schierati nel delta del Niger per contrastare i furti di petrolio sarebbero stati identificati come parte dell'organizzazione criminale stessa in un rapporto, da poco pubblicato, che analizza le complesse attività dei gruppi criminali coinvolti nei furti.

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Libia: calano le riserve di valuta estera

LIBIA - Tripoli. 04/12/12. La testata RT riporta la notizia che la Libia dovrà mettere mano alle riserve in valuta estera per far fronte ai mancati introiti del petrolio. 

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Suez e il gas Mediterraneo

ITALIA - Roma 03/12/2013. Gli sconvolgimenti politici avvenuti nel badino del Mediterraneo hanno fatto rileggere sotto una nuova luce le contrapposizioni che da tempo infiammano la regione tanto che la guerra in Siria è stata descritta dai media occidentali come la "prima guerra del gas in Medio Oriente", e la disputa israelo-libanese è stata vista in chiave gasifera per la delimitazione dei due giacimenti di gas situati tra i contendenti. Al Hayat pubblica una interessante lettura regionale delle contrapposizioni gasiere dell'area e il ruolo del Canale di Suez nell'area.

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Ue - Pmi: resilienza e aspettative

20130616 agenda digitale-470x260BELGIO – Bruxelles 02/12/13. Il 2013 dovrebbe segnare un primo punto di svolta per le PMI europee. Rispetto al 2012, la forza lavoro dell’Unione impiegata in tali configurazioni produttive, promette una crescita dello 0,3%, con un aumento del valore aggiunto dell’1%. Le stime della Commissione Europea, lasciano intendere un’accelerazione per il 2014, la prima dopo 5 anni di incertezza economica; in un’attesa combinazione, tra PMI e sistema Europa, nell'offerta di lavoro aggregata e nel valore aggiunto.

Resilienza, questo il fattore che di fronte alla complessità della crisi sembrerebbe caratterizzare le PMI europee. Durante lo scorso anno, il settore ha infatti registrato una caduta nell’impiego di circa 610mila posti di lavoro, lo 0,7% in più rispetto al 2011; mentre, il mancato contributo al PIL europeo delle piccole e medie imprese è riuscito a contenersi dell'1,3% rispetto al 2011, con una perdita passata da 3,44 miliardi a 3,39 miliardi per il 2012.

employment-trends-by-size-classNell'ultimo quinquennio tuttavia, la riduzione della manodopera e del valore aggiunto nel comparto non sono stati equamente distribuiti tra i 27 Stati membri. Nel 2012, pressappoco la metà dei Paesi è riuscita a creare nuovi impieghi nel comparto PMI, aggiungendo circa mezzo milione di posti di lavoro nei rispettivi domini di competenza; con un’emorragia concentrata negli Stati più vulnerabili, sensibilmente affetti dalla crisi dei debiti sovrani.

Un rallentamento nel declino del settore PMI, non sottende un'ascesa nel volume degli affari; limitandosi invece a disegnare una diversa reazione all’impatto della crisi rispetto ai grandi agglomerati produttivi, che hanno potuto aggirare la contrazione della domanda interna, grazie a migliori performance nelle esportazioni. Il dato della Commissione lega pertanto la ripresa delle PMI al ritorno alla crescita delle rispettive domande interne degli Stati membri, prevista nel prossimo biennio.

value-added-trends-by-size-classAttualmente, nell’Unione sono presenti circa 20,4 milioni di PMI. Si tratta in gran parte di micro-imprese, con un impiego di circa 86,8 milioni di persone, pari al 66,5% dell’intera forza lavoro europea nel 2012. Poco meno di un terzo di queste cifre proviene da micro-imprese, con un settore che nel totale ha generato il oltre il 57% del valore aggiunto lordo proveniente dal comparto privato non finanziario.

L’auspicato aumento delle performance delle PMI è supportato, sin dal 2008, da politiche nazionali – a diversa incidenza – ed europee; intraprese sotto la copertura legislativa dello Small Business Act. Nel lasso di tempo 2010-2012 gli Stati membri hanno approvato circa 2000 provvedimenti a supporto delle PMI con una media di 650 provvedimenti annui, spesso geograficamente ed amministrativamente disomogenei.

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