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Hong Kong chiama Xinjiang

CINA - Hong Kong13/02/2016. Pechino sta cambiando approccio verso i dimostranti di Hong Kong.

Le autorità cinesi si stanno mostrando meno tolleranti verso i disordini sociali nell'ex colonia britannica definendo gli istigatori della rivolta Mong Kok, avvenuta nella notte del 8 febbraio come "separatisti", riporta il South China Morning Post. Il governo centrale ha così definito i rivoltosi dopo che la polizia di Hong Kong ne ha arrestati 65 e accusati 41. Una simile classificazione pone questi ribelli nella stessa categoria dei separatisti delle regioni Tibet e del Xinjiang, considerati come una seria minaccia per la sicurezza nazionale. L'etichetta usata quella di "indipendentisti" è a un livello meno grave rispetto a "secessionisti", ma il suo uso è un segno che Pechino potrebbe «concludere che esistono elementi secessionisti in città, se la situazione dovesse peggiorare» riporta il giornale. Secessione, terrorismo, estremismo religioso costituiscono le tre minacce principali che il Partito comunista della Cina si è impegnato a sradicare: si rischia la pena di morte, che non esiste a Hong Kong. Le polemiche per i primi processi ai rivoltosi ne sono testimonianza. L'aria a Hong Kong si sta facendo pesante.

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