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Bloccato il dialogo nazionale yemenita

YEMEN - Sanaa 04/10/2013. I colloqui di riconciliazione nello Yemen, bloccatisi sulla futura forma dello Stato, potrebbero subire fino a tre mesi  di ritardo.

A riportate la notizia il quotidiano Al-Hayat con unainterviswta al ministreo degli Esteri yemenita il 2 ottobre. Il dialogo nazionale, finalizzato alla redazione di una nuova costituzione per lo Yemen e alla preparazione delle elezioni per febbraio 2014 e che nei piani originari avrebbe dovuto essere terminato per il 18 settembre, potrebbe essere ritardato di «uno, due o tre mesi, ma non di più», ha affermato il ministro degli Esteri yemenita Abubaker al-Qirbi. La questione meridionale è un ostacolo importante per i negoziati avviati a marzo 2013, con le fazioni della linea dura del Movimento Meridionale che vogliono la secessione e il boicottaggio dei colloqui. Dopo l'unificazione tra il Nord e il Sud uniti nel 1990, il Sud si separò quattro anni dopo, innescando una breve guerra civile che si concluse con l'invasione delle truppe del nord. Qirbi ha criticato «l'atteggiamento molto negativo» del presidente esiliato dell'ex Yemen del Sud, Ali Salem al-Baid, accusandolo di ricevere il sostegno dell'Iran e del movimento sciita Hezbollah per boicottare i colloqui: «Vive a Beirut sotto la protezione di Hezbollah», ha detto Qirbi. Una dichiarazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha accusato Baid di ostacolare la transizione politica dello Yemen, sponsorizzata dalle Nazioni Unite e mediata dall'Arabia Saudita. «Oltre al dialogo, il paese sta affrontando anche la minaccia di Al-Qaeda che rappresenta un pericolo, anche se i servizi di sicurezza del Paese sono riusciti a indebolirlo», ha poi aggiunto  il ministro. «Purtroppo, i riscatti pagati per i sequestri effettuati dalla rete di al Qaeda hanno fornito il denaro necessario a rafforzare e far ripartire la sua attività», ha detto ad Al-Hayat. Nel giugno 2012, l'esercito ha ripreso ampie fasce del sud dello Yemen che Al-Qaeda aveva occupato per quasi un anno. Da allora, si sono ripetuti una serie di attacchi "mordi e fuggi", nonostante iil monitoraggio continuo e l'elevata possibilità di attacchi missilistico portati dai dormi statunitensi. Qirbi ha ribadito che i droni «colpiscono in Yemen gli obiettivi rintracciati tramite la collaborazione tra il ministero della Difesa, i servizi di sicurezza, e gli Stati Uniti, che poi agiscono con il consenso yemenita». 

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