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Approfondimenti

Data Dystopia. Lo scandalo NSA e oltre

ITALIA - Roma 16/6/13. Quello che segue è un interessantissimo post di John Robb, già ufficiale delle forze speciali statunitensi e noto autore internazionale di analisi strategica, che commenta lo scandalo della raccolta dati fatta dalle agenzie disicurezza Usa in maniera pervasiva sia sui cittadini statunitensi che non. Si tratta, a nostro avviso di una interessante riflessione sul complesso bilanciamento tra necessità di sicurezza e riservatezza della sfera personale di ciascuno di noi. In italia il feroce dibattito, e grande imbarazzo dell'Amministrazione Obama, viene percpito di riflesso, e anchje labilmente per motivi di lontananza geografica,, ma soprattutto perché presi da problemi di sopravvivenza più impellenti. Eppure mano a mano che l'informatizzazione di più ampie sfere della nostra vita quotidiana si allarga, i rischi che stanno vivendo oggi i cittadini statunitensi, potrebbero assomigliare sempre di più di più ai nostri. Per leggere il post originale cliccare qui

«Nell'ultimo paio di settimane, abbiamo avuto la conferma che quello che stavamo prevedendo è vero: Il governo sta curiosando su di noi. E non lo fa alla leggera. 

Stanno raccogliendo dati simultaneamente su TUTTI (dentro e fuori degli Stati Uniti).

Li memorizzano su banche dati che dureranno per sempre, e fanno ricerche sui dati nella speranza di dimostrare che siamo criminali / terroristi.

Su cosa stanno curiosando?

Con chi parli. Le e-mail e i numeri di telefono. Quando e a chi (le hai spedite, ndr).

Quello che stai dicendo. Le copie e i dettagli vengono tutti memorizzati.

Dove sei / sei stato. Le informazioni GPS dal tuo telefono che traccia la tua posizione.

Aggiungi altre informazioni a tale elenco: roba come foto satellitari, la copertura CCTV di grandi città / edifici e dati da fonti aperte come quelli dei social media.

Vengono poi raccolti dati ancora più intimi. Informazioni raccolte nel sempre più crescente deposito nazionale del DNA (che analizza il DNA preso per i tratti - vedi www.23andme.com).

Si può dire senza timore che alla fine non c'è molto che noi facciamo senza che il Grande Fratello lo rilevi.

Quindi, si dovrebbe essere preoccupati? Certo. Tutti i tipi di scenario da incubo possono emergere da un simile sforzo di raccolta dati capace creare una tirannia (ipotesi molto brutta).

Ciò che trovo interessante di questa situazione?

Prima di tutto, è incredibile quanto poche persone si preoccupino della libertà e della privacy. In breve, la gente è diventata così dipendente dalla burocrazia, che accetta quasi ogni insulto.

In secondo luogo, questa attività è la prova evidente che l'incremento del sistema di sicurezza del governo considera tutti gli americani come potenziali nemici. È anche un buon indicatore del fatto che la gente all'interno del sistema non ha la spina dorsale / carattere per evitare che questo tipo di grave infrazione si verifichi (NOTA: non so quali siano stati i motivi che hanno mosso Snowden, quindi non lo sto portando come esempio). Abbiamo visto qualcosa di simile con la querelle sulla tortura di un paio di anni fa.

In terzo luogo, questo scandalo è una pietra miliare sul declino del sistema di sicurezza nazionale. Semplicemente, quando i suo costi di esso (raccogliere dati) superano di gran lunga qualsiasi beneficio potenziale (protezione del sistema), deve essere messo da  parte. Inoltre, dato che lo stato-nazione deriva la maggior parte della sua legittimità dalla sua capacità di fornire sicurezza ai cittadini, questo fallimento è più la prova che lo Stato-nazione è in declino come forma di governance.

Infine, se non si verifica qualcosa di drastico, questo tipo di dati non viene mai eliminato. Resta lì per sempre. Sarà usato contro di voi decenni da oggi. Come potrà essere usato contro di voi è una questione di speculazione oggi, ma a causa di automatismi delle macchine e dei software, potrebbe essere usato per fare cose molto negative contro un gran numero di persone, in maniera sistematica».

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Se Taksim come Tahrir, allora Erdogan come...

ITALIA - Roma 11/6/13. Gli scontri che anno insanguinato piazza Taksim ad Istanbul, l'11 giugno, sono stati l'ultimo episodio di una protesta la cui fase attuale è durata una decina di giorni. Trt Haber Tv, nella giornata dell'11 giugno, ha riportato le parole del premier turco Recep Tayyip Erdogan, secondo cui le proteste sono dirette contro l'economia e la politica del paese. 

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Qatar primo sconfitto dagli alawiti

ITALIA - ROMA 10/6/13. Il Qatar è stato sconfitto in Siria, a El Quseir. Nonostante i 3 miliardi di dollari spesi a sostegno finanziario dei gruppi ribelli, il fronte anti Assad è stato pesantemente sconfitto dalle forze regolari siriane cui si sono unite le unità di Hezbollah. Il mondo sciita ha giocato ed ha vinto questa mano rilanciando orala posta in gioco. A Doha, i politici qatarini stanno progettando la prossima mossa.

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Faglia anatolica

TURCHIA - Istanbul. 04/6/13. L'escalation antigovernativa in Turchia negli ultimi giorni ha scoperto una serie di faglie nel complesso panorama politico del Paese. L'Akp resta però una forza politica significativa in Turchia, principalmente  per la mancanza di una credibile alternativa politica alle prossime elezioni.

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Siria: guerra per l'acqua

ITALIA - Roma 27/5/13. E se la guerra in Siria non fosse solo una questione religiosa o politico-sociale? Se ci fosse ben altro sotto? Nuove letture sono possibili? CI sono altri aspetti che vadano al di  là della dicotomia tra sunniti e sciiti? Se l'esplosione di violenza fosse collegata a fattori “naturali” come l'impennata dei tassi di natalità e la diminuzione delle forniture idriche dell'area? 

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Frizioni e rapporti sino-indiani

ITALIA - Roma 16/5/13. Non sono ancora chiari i motivi dell'incursione cinese in territorio indiano lungo il confine conteso del Kashmir orientale, ma l'incidente ha riportato alla ribalta l'imprevedibilità cinese in politica estera e il frequente ricorso da parte di Pechino ad "aggressioni a basso livello", che affiancano trattative diplomatiche formali. Per quanto riguarda l'India, nonostante una generale tendenza alla cooperazione, l'incidente ha diminuito le possibilità di chiarimento nelle relazioni bilaterali per creare una base più solida nello scambio culturale ed economico.

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