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Gazprom chiude i rubinetti a Kiev

Russia-Mosca, 29/06/13. Aleksej Miller, capo della compagnia energetica russa Gazprom, ha affermato ieri la decisione di interrompere il passaggio di gas russo attraverso l’Ucraina, e di interrompere i pagamenti previsti dagli accordi. Miller ha osservato l’improduttività dei rapporti con Kiev, che negli ultimi dieci anni di collaborazione hanno avuto solamente effetti negativi.

Più di una volta l’Ucraina è stata accusata di rubare il gas di transito, sfruttando la sua posizione di passaggio, e di ricevere i pagamenti dai russi dovuti all’uso dei suoi gasdotti, senza però di fatto trasferire il gas sul mercato europeo. Nell’ultimo anno, nonostante le continue sollecitazioni da Gazprom, l’Ucraina non ha migliorato il servizio, e il suo debito nei confronti dei russi è salito a 7 bilioni di dollari. Gazprom aveva infatti pagato per il passaggio di 19 bilioni di metri cubi di gas, ma nel 2012 ne sono stati usati solamente 7,5, creando problemi per la distribuzione di gas in Europa per il prossimo inverno, a cui l’Ucraina deve assolutamente rimediare. Già nel 2010, a causa della recessione economica, l’Ucraina aveva dichiarato l’impossibilità di continuare a provvedere al passaggio della quantità di gas richiesta dalla Russia, ma Gazprom aveva insistito sul rispettare gli accordi, in quanto al momento l’Ucraina rappresentava praticamente l’unica via per l’Europa. Miller ha deciso quindi che la compagnia che rappresenta non pagherà più in anticipo il servizio di cui necessita, e che in data 26 Giugno è stato pagato l’ultimo bilione di dollari, che deve essere sufficiente a coprire i costi fino al primo gennaio 2015, data in cui si auspica il funzionamento effettivo di South Stream. Il nuovo sistema di gasdotti russo, i cui lavori sono iniziati lo scorso dicembre, riuscirebbe a devolvere il gas in Europa bypassando l’Ucraina, la quale applica alla Russia tasse particolarmente alte, e i cui rapporti diplomatici rappresentano sempre più un problema. Al momento infatti, Gazprom è importatore di un quarto del gas usato in Europa e l’80% di esso viene devoluto attraverso l’Ucraina. Naftogaz, la compagnia nazionale di gas e petrolio ucraina, non si dimostra preoccupata, in quanto afferma di avere già in corso trattative con altri stati europei, interessati ad usare il suo territorio e i suoi gasdotti. Dichiara inoltre l’intento della Russia, con questa manovra, di isolare l’Ucraina dal mercato energetico europeo, dovuto anche dall’intenzione di Gazprom di impedire i rifornimenti di gas all’Ucraina dalla Repubblica Slovacca. È anche vero che la Russia non richiede però il pagamento immediato della perdita del gas invenduto lo scorso anno, quanto invece insiste su un cambiamento delle legislazioni ucraine al riguardo, in modo tale che i rapporti commerciali possano essere più ragionevoli e soddisfacenti. Per il momento, indifferentemente dalle condizioni e dalle offerte che verranno fatte, Gazprom è decisa a non pompare più il suo gas su territorio ucraino.

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