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XI: La decisione dell'Aia va contro la storia e il diritto internazionale

CINA - Pechino 13/07/2016. La Corte dell'Aia ha accolto il ricorso delle Filippine contro le pretese della Cina nel Mar Cinese Meridionale.

Pechino, però, ha già respinto la decisione della corte: «Il tribunale arbitrale ha fatto il cosiddetto verdetto finale che è illegale e invalido sulla controversia del Mar Cinese Meridionale il 12 luglio. Per quanto riguarda questo problema, la Cina ha dichiarato molte volte che il ricorso fatto a suo tempo dall'amministrazione Aquino III è contro la legge internazionale perché chiesto unilateralmente. Il tribunale arbitrale non è competente in materia». L'agenzia Xinhua, a ridosso della sentenza del tribunale, ha detto che un aereo civile cinese aveva effettuato dei test di calibrazione su due nuovi aeroporti nelle isole Spratly.

Il ministero della Difesa cinese ha detto che un nuovo cacciatorpediniere lanciamissili è stato varato in una base navale nella provincia di Hainan, provincia che gestisce tutte le operazioni del Mar Cinese Meridionale. Nel comunicato si legge: «Non importa che tipo di decisione sia stata presa, le forze armate cinesi salvaguarderanno la sovranità nazionale, la sicurezza e gli interessi e i diritti marittimi e, con fermezza, sosterranno la pace e la stabilità regionale, affrontando tutti i tipi di minacce e sfide». Lo stesso Xi Jinping, durante l'incontro con il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, e il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, a Pechino, ha ribadito che quelle acque sono cinesi da temp immemore e che non terrà in alcun conto le decisione arbitrale. Inoltre ha ribadito che la Cina è interessata a risolvere direttamente la questione con i paesi interessati attraverso negoziati pacifici e nel rispetto delle tradizioni storiche e del diritto internazionale.

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