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Riaperti i negoziati tra Senegal e Casamance

ITALIA - Roma - Dopo anni di stallo, sono ripresi a Roma i negoziati tra il governo del Senegal e l’ala militare del Movimento delle forze democratiche della Casamance – MFDC. L’incontro è stato fortemente voluto dal nuovo presidente Macky Sall e da uno dei rappresentanti militari del MFDC, Salif Sadio.

La richiesta di scolgere l’incontro aldifuori del Senegale verrebbe proprio da Sadio. La parte politica del movimento ha disapprovato totalmente la presa di posizione della parte militare. In effetti, gli uomini di Salif Sadio hanno incontrato gli emissari del governo di Dakar. L’incontro è stato organizzato dalla comunità di Sant’Egidio.

L’ala politica del movimento ha denunciato con forza il tentativo di intervento esterno organizzato dalla comunità, ricordando in un comunicato che Salif Sadio non è il segretario generale del MFDC, ma solo uno dei capi militari. Nel comunicato, il MFDC avrebbe anche ricordato come il gruppo facente capo a Sadio sarebbe in forse per diventare un movimento lealista a Dakar, come lo è il gruppo Ibrahima Diatta. Peraltro l’ala politica si è anche affrettata ad aggiungere che se l’organizzatore dell’incontro e il governo senegalese hanno evitato di chiamare a raccolta il resto del movimento, un motivo doveva pur esserci.

La comunità di Sant’Egidio è stata peraltro duramente criticata dal segretario generale del movimento, Hameth Apekena Diémé, che avrebbe accusato la comunità di parzialità. Nel chiedere alla comunità di fare un passo indietro, Diémé si è soffermato “sulla loro incompetenza e sui loro metodi di lavoro folcloristici”, confermando peraltro che la comunità non sarebbe super partes, ma farebbe le veci dello stato del Senegal

 

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