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Qatar: gli Usa dietro l'abdicazione

QATAR - Doha 25/6/13. L'Emiro del Qatar, lo Sceicco Hamad bin Khalifa Al Thani, sovrano del Paese per 18 anni, ha ufficialmente trasferito le "redini del potere" a suo figlio, dagli studi di Al Jazeera: «Mentre mi rivolgo a voi oggi, dichiaro che consegnerò le redini del potere allo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani, e sono pienamente certo che egli, che già ha la mia fiducia, sia in grado di caricarsi di una simile responsabilità e sia capace di farlo al meglio»,  ha detto il sessantunenne sceicco.

Tamim, 33 anni, è uscito dall'Accademia militare britannica di Sandhurst nel 1998. È il quarto figlio di Hamad, da cui ha progressivamente ricevuto il potere da quando è stato nominato principe ereditario nel 2003. È stato presidente della Qatar Investment Authority, fondo sovrano primario del paese. Oltre all'Emiro, anche il suo braccio destro, il Primo ministro Hamed Bin Jasem, si farà da parte. Lo sceicco e il premier hanno lavorato in tandem per rimodernare e rimodellare il paese del Golfo. Si tratta di una prassi inusuale per i Paesi arabi, in cui il passaggio di consegne avviene con la morte della figura regnante oppure attraverso mezzi meno pacifici. Secondo quanto riportato nei giorni precedenti l'annuncio il quotidiano libanese As-Safir, l'abdicazione seguirebbe forti pressioni provenienti dalla Casa Bianca. Gli Usa avrebbero "scoperto", dice As Safir, le segreto macchinazioni della monarchia che portano direttamente a gruppi jihadisti operanti in Siria, assieme ad un certo numero di operazioni finanziarie illegali. Washington, quindi, avrebbe costretto il monarca a dimettersi, insieme con il suo primo ministro, e avrebbe imposto suo figlio Tamim come successore. Il passaggio dei poteri, che avrà luogo ai primi di agosto, cambierà profondamente l'ordine regionale: Il Qatar, infatti, è il primo finanziatore della Fratellanza musulmana e del governo sua espressione in Egitto nonché della guerra contro la Siria. Si tratterebbe di una vittoria per la Siria e in particolare di una vittoria del presidente Assad. Inoltre, lo stesso paese del Golfo deve riacquistare una bella fetta d'immagine nel mondo arabo: il Qatar ha ospitato, e ospite, truppe Usa e della "Coalizione dei volenterosi" che hanno invaso un altro paese arabo; hanno preso parte all'attacco Nato contro la Libia, e hanno cercato di distruggere la Siria. La notizia arriva quasi in concomitanza di quella di un prestito a basso tasso d'interesse del Fmi alla Siria per la somma di 21 miliardi di dollari che Assad ha rifiutato. Assad ha già poi chiarito che la Siria ricambierà la lealtà dimostratagli e i contratti per l'estrazione di gas e petrolio  saranno dati a società russe e cinesi, mentre le società occidentali non parteciperanno nemmeno alla ricostruzione. Si tratterebbe di una grande apertura ai Brics ed un stop alle velleità occidentali. 

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