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Se il Sinai è l'innesco, piazza Tahrir è la carica esplosiva egiziana

EGITTO - Il Cairo 29/6/13. Il Sinai rischia di innescare la scintilla per una nuova esplosione in Egitto. due attacchi a caserme, un lancio di un razzo e un attentato, fallito, contro un capo tribù locale sono gli ultimi segnali della mancanza di controllo del territorio da parte delle forze di sicurezza del Cairo. 

 

L'Egitto si avvicina alla data del 30 giugno, una giornata di massicce proteste che chiedono la cacciata del presidente  Mohammed Morsi e chiedere nuove elezioni.

Una gran parte dell'ala jihadista integralista armata che opera principalmente tra il nord-est del Sinai, al confine con Gaza, e a Rafah ha rotto con Morsi e lo ha accusato di blasfemia per non aver applicato la Sharia, cosa che si è impegnato a fare prima della sua elezione.

Questi gruppi hanno definito Morsi, i Fratelli Musulmani, e i partiti politici salafiti blasfemi proprio per le elezioni che li legittimano, cosa che ai loro occhi li rende nella stessa condizione di Dio pur essendo uomini e gli da la possibilità di legiferare contro il Corano e la dottrina sunnita del profeta Maometto.

Un'altra crescente preoccupazione tra gli egiziani è quella di Gaza dove c'è Hamas, gruppo della grande famiglia della Fratellanza Musulmana, che si teme possa intervenire in difesa del regime Morsi. 

Un simile scenario è contestato da molti, e negato dai funzionari da Hamas, ma è de facto confermato da precedenti incidenti che coinvolgono la stessa Hamas, come il rilascio di suoi elementi dalle carceri egiziane durante il gennaio 2011

Lo scarso controllo sui movimenti sotterranei di Hamas nei tunnel che punteggiano il confine tra Egitto-Gaza, comprese le armi, ha alimentato le preoccupazioni.

Intanto l'esercito ha dichiarato, come pubblicato in siti vicini alla struttura, che difenderà gli interessi del popolo, confermando quanto da noi pubblicato nei giorni scorsi. L'esibizione muscolare, da entrambe le parti, potrebbe essere una variabile da non scartare. 

Il 30 giugno 2013 è molto diverso dal gennaio 2011, però, come si evince leggendo blog e giornali locali egiziani: le misure di sicurezza e di coordinamento tra le forze armate e il ministero degli Interni sono senza precedenti e i tentativi di accendere la miccia potrebbero avere effetti non previsti.

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