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La Fratellanza apre al dialogo

EGITTO - Il Cairo 23/11/2013. Mentre si sta terminando il nuovo progetto di Costituzione egiziana  l'Alleanza nazionale per il sostegno della legittimità ha pubblicato un documento dal titolo "Visione strategica". 

I Fratelli Musulmani, dietro l'alleanza, ora vorrebbero aprire una fase di dialogo, apparentemente rinunciando a far liberare Morsi e dopo aver scoperto che il piano per sabotare la road map è venuto meno. Nella nuova dichiarazione, per fare alcuni esempi, la parola "golpe" è usata 40 volte, "legittimità" 14 volte, riporta al Monitor. La dichiarazione ribadisce la necessità di realizzare le aspirazioni della rivoluzione, nonostante il fatto che molti rivoluzionari percepiscano oggi la Fratellanza come un nemico della rivoluzione perché l'ha tradita. La Fratellanza Musulmana avrebbe usato la fase rivoluzionaria per ottenere il massimo guadagno, creare una Costituzione corrispondente alla propria ideologia per prendere tutto il potere occupando le istituzioni dello stato. La dichiarazione non ha in pratica nulla di nuovo da offrire. 

In essa si legge che «la resistenza pacifica è l'unico modo per porre fine al colpo di stato e ripristinare il corso democratico», ignorando che la Fratellanza Musulmana ha usato la violenza contro gli oppositori quando ha istituito l'uso della tortura dopo gli incidenti di fronte al Palazzo Ittihadiya, ad esempio. Inoltre è da tener conto dell'annuncio di Mohammad el-Beltagy, che ha annunciato la fine delle operazioni terroristiche nel Sinai solo dopo il reinsediamento di Morsi. Poi all'improvviso, il documento apre con una certa riluttanza al dialogo: «Nonostante il suo sostegno per la rivoluzione del popolo egiziano, l'Alleanza non rifiuta qualsiasi sforzo serio e sincero verso un serio dialogo politico per portare fuori l'Egitto dalla crisi (…) attraverso la ricerca del consenso sul servizio agli interessi della patria». È difficile sapere con certezza cosa vogliano esattamente i Fratelli, perché la Fratellanza finora ha seguito la strategia della terra bruciata, spingendo l'Egitto verso la guerra civile, piuttosto che cercare il dialogo. Le condizioni poste dalla Fratellanza prevedono alcuni passi precedenti: «In primo luogo, ci dovrebbe essere un clima di libertà necessario per il processo politico (…)  poi la conferma dei valori necessari per il dialogo unico mezzo per uscire dalla crisi attuale». La dichiarazione indica il fallimento politico della Fratellanza perché ha quasi esaurito tutte le sue carte, dalle proteste violente, al terrorismo, alle intimidazioni e alla richiesta di un intervento straniero, tutti tentativi per paralizzare la vita dello stato egiziano che è andato avanti lo stesso. Per quasi tre anni, prosegue al Monitor, gli egiziani hanno sopportato la politica a senso unico della Fratellanza ora non intendono rivedere la road map costituzionale. Dopo tutta la retorica sulla legittimità, conclude al Monitor, come potranno fare la Fratellanza e i movimenti jihadisti accontentarsi del dialogo politico se non ponendo condizioni impossibili , uccidendolo così fin dall'inizio.

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