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Ciad: feriti due operatori GIGN

CIAD - N’Djamena 04/06/2015. Due gendarmi francesi, sottufficiali presso il Groupe d’Intervention de la Gendarmerie Nationale – GIGN (le forze speciali di intervento della gendarmeria francese) sono stati feriti gravemente a N’Djamena in un conflitto a fuoco con i servizi interni del Paese africano.

I due gendarmi si trovavano a N’Djamena per un percorso formativo proposto ai servizi locali. Lo scontro a fuoco è avvenuto in circostanze ancora da chiarire nella notte tra i 27 e 28 marzo scorsi,ma la notizia è stata data il 3 giugno. I due sottufficiali sono stati feriti la sera prima del loro previsto ritorno a casa. Secondo quanto indicato da una fonte locale, i due francesi si stavano recando ad un incontro con un loro alunno ciadiano per consegnargli ulteriore materiale didattico. In realtà, sembrerebbe che il giovane gendarme locale fosse sotto controllo dei servizi locali per un traffico di armi e avrebbe provato a vendergli delle armi.

Arrivati al luogo dell’incontro, i due francesi si sarebbero trovati di fronte non il giovane gendarme, bensì degli uomini armati. Ne è seguito quindi un conflitto a fuoco che ha portato al ferimento di due ciadiani e dei francesi che riuscivano però a mettersi in fuga presso il vicino comando militare francese. Il più grave dei due feriti è stato evacuato a Parigi.

Attualmente sono in corso due diverse indagini: una portata avanti da N’Djamena e l’altra da Parigi al fine di comprendere, tra le altre cose, chi ha aperto il fuoco per primo e perché.

Secondo una fonte locale, ci sarebbe stata una mancanza di comunicazione tra i francesi e ciadiani. I primi avrebbero sentito di un possibile traffico d’armi decidendo quindi di provare ad aprire un canale per raccogliere informazioni. I ciadiani invece avrebbero identificato un traffico d’armi in cui erano ingaggiati dei francesi.

Ad ogni modo, questa informazione è stata passata sotto silenzio da Parigi e N’Djamena ha provato a fare la stessa cosa. Fonti giornalistiche locali avrebbero però raccolto informazioni indicando che il presidente Déby non avrebbe gradito la notizia, chiedendosi quelle armi da dove provenivano e soprattutto a chi sarebbero servite. Di sicuro questa notizia rischia di incrinare ulteriormente dei rapporti tra Francia e Ciad non proprio idilliaci nel corso degli ultimi mesi. 

Se il paese africano è l’unico alleato francese realmente capace di intervenire su più scenari in Africa (Mali, Centrafrica, Nigeria contro Boko Haram), da un punto di vista economico avrebbe deciso di aprirsi ad altri operatori oltre a Parigi. L’apertura del proprio mercato, in particolare per l’estrazione di petrolio, uranio e altri minerali (in particolare oro), a compagnie statali o controllate russe e cinesi non ha aiutato a normalizzare dei rapporti storicamente forti, ma sempre frastagliati da strappi diplomatici.

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