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Medvedev: in Siria è troppo tardi per le trattative

RUSSIA - Mosca. Il presidente siriano Bashar al-Assad avrebbe dovuto cercare prima un accordo con l'opposizione moderata che era pronti a sedersi con lui, parola di Dmitry Medvedev, primo ministro russo.

«A mio avviso, purtroppo, la guida della Siria SI è dimostrata impreparata», ha detto Medvedev in un'intervista con la Cnn andata in onda il 27 gennaio, aggiungendo che era stato un «grave errore». «Mi sembra che le sue possibilità di rimanere (al potere) si riducano di giorno in giorno», ha poi aggiunto, a margine del Forum economico mondiale di Davos in Svizzera.

Medvedev, tuttavia, ha ribadito la posizione della Russia secondo la quale solo il popolo siriano può decidere il destino di al-Assad e ha respinto l'ingerenza straniera nei 22 mesi di crisi. «Voglio ripetere ancora una volta: questo fatto dovrebbe essere deciso dal popolo siriano, non dalla Russia, o dagli Stati Uniti o da qualsiasi altro paese (…) La comunità internazionale, gli Stati Uniti d'America, gli europei, e le potenze regionali, come l'Arabia Saudita, Qatar e altri,dovrebbe portare i contendenti al tavolo delle trattative, invece di limitarsi a chiedere che al-Assad se ne vada», ha detto Medvedev, il quale poi ha aggiunto che la rimozione di al-Assad con la forza vorrebbe dire «decenni» di guerra civile.

La Siria è stata inghiottita in una sanguinosa guerra civile tra le forze di opposizione e le truppe governative dal marzo 2011. Secondo le stime delle Nazioni Unite, il conflitto ha fatto oltre 60mila vittime.

La Russia si è a lungo opposta all'intervento militare straniero e ad un cambio forzato di regime nel Paese.

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