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Libano. Basta una scintilla

LIBANO - Beirut 27/5/13. L’aria nel Paese è davvero pesante, il braccio armato di Hezbollah è pronto ad intervenire in Siria al primo accenno di necessità di Al-Assad.

Nasrallah ha infatti chiuso il suo discorso del 25 maggio, durante la festa della Resistenza a Mashaghara, promettendo la vittoria al suo popolo,  «non è necessario chiamare alla jihad, perché agli uomini della resistenza basta un cenno per mettersi a disposizione della battaglia». Sayyed Hassan Nasrallah aveva infatti dichiarato quale fosse la posizione di Hezbollah nella crisi siriana: apertamente al fianco di Bashar al-Assad, poiché che se la Siria dovesse cadere in mano ai fanatici religiosi questo consegnerebbe a Israele la chiave per dichiarare guerra al Libano.

Ieri a Beirut, verso le 06:40 della mattina tre razzi, sparati probabilmente da una katiusha hanno colpito il quartiere sciita di Al-Dahyeh nella periferia est. Dai rilievi effettuati dalla polizia pare siano partiti dalle colline della zona sud-est poco fuori Beirut tra Aytat e Bsaba luoghi abitati dai drusi. È stata centrata una concessionaria di automobili, feriti quattro oprerai che vi lavoravano. Un secondo razzo ha centrato un edificio. Il terzo non è esploso; probabilmente è caduto in una valle delle campagne circostanti. Ad oggi non è giunta alcuna rivendicazione, ma tutti pensano sia la prima ritorsione alle dichiarazioni di Nasrallah.

Intanto anche a Tripoli proseguono gli scontri a fuoco e gli attentati contro il quartiere alawita; la situazione si fa sempre più grave, ieri sono stati rapiti dagli insorti due soldati dell’esercito israeliano, di origine alawita. Nella città i negozi sono quasi tutti chiusi e cominciano a scarseggiare i beni di prima necessità. Il conflitto si sta allargando e si teme che nei prossimi giorni la situazione possa degenerare definitivamente. Basterebbe poco per innescare un nuovo conflitto tra fazioni.

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