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Escalation di violenza a Bangui

REPUBBLICA CENTRAFRICANA - Bangui 27/03/2014. Continua l’escalation di violenza in Africa centrale.

Colpi d’arma da fuoco sono stati esplosi durante la notte a Bangui  il 27 marzo. Non è ancora chiaro che tipo di scontro i ci siano stati ne se ci siano state vittime potenziali. Nei giorni scorsi, almeno 20 persone
sono state uccise in scontri a Bangui. Sempre il 27 marzo, il traffico è stato ancora interrotto sui principali viali della capitale a causa delle barricate erette dai miliziani cristiani anti-Balaka. L’African Standby Force (Misca) ha annunciato, il 25 marzo, che considera gli “anti Balaka” come “nemici combattenti”, definendoli come “terroristi” dopo l’uccisione di un peacekeeper congolese: «Misca considererà gli anti-Balaka come terroristi e combattenti nemici e saranno trattati come tali» si legge in un comunicato della Ua firmato dal generale congolese Jean-Marie Michel Mokoko. Il soldato faceva parte del contingente Misca,  ed è stato ucciso a Boali, circa 50 chilometri a nord della capitale, Bangui, durante gli scontri che hanno lasciato al suolo dodici morti tra le fila degli anti-Balaka si legge nel comunicato. La morte del militare congolese ha portato a 21 il numero di soldati uccisi. È intervenuto a riguardo anche il presidente Catherine Samba-Panza; secondo il presidente, «Misca e Sangaris lavoro in completa imparzialità. Non è tollerabile che queste forze diventino bersaglio di gruppi armati che non vogliono la pace».  Al presidente si è unito, il rappresentante speciale delle Nazioni Unite a Bangui, il generale senegalese Babacar Gaye, che ha condannato gli attacchi definendoli «molto gravi» e ha invitato gli anti-Balaka a «deporre le armi».

 

 

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