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Brics chiedono più potere al Fmi per aiutare l'eurozona

Il Brasile ha chiesto al Fondo monetario internazionale maggiori poteri per i Paesi emergenti come condizione essenziale per immettere maggiori liquidità allo scopo di risolvere la crisi dell'eurozona.

 

Il ministro brasiliano delle Finanza, Guido Mantega, si è fatto portavoce della richiesta dopo un incontro  con le altre nazioni Brics, il cui sostegno è essenziale per il Fmi. Christine Lagarde, direttore del Fmi, ha richiesto un aiuto extra di almeno 400 miliardi di dollari per proteggere i Paesi da un peggioramento della situazione nell'eurozona. Inoltre, Europa e Giappone hanno già chiesto 320 miliardi di dollari e il Fmi conta si Brics per colmare il buco di bilancio. Gli aiuti Brics si aggiungerebbero al trilione di dollari di fondi d'emergenza concessi dai leader dell'Ue il mese scorso. Secondo fonti interne Brics, il loro stanziamento è condizionato dalla richiesta, appunto, di maggiore eso decisionale all'interno del Fmi, conseguente al loro ruolo nell'economia globale, e, per alcuni, al placet politico governativo. Alla richiesta Brics si aggiunge la manovra canadese che vuole indebolire la predominanza europea nel board a 24 del Fmi, nel momento in cui si deciderà come e dove investire le nuove risorse. Un incremento delle risorse, alleverebbe le preoccupazioni dei mercati finanziari sui rischi di un contagio globalizzato: il timore è che dopo Grecia, Irlanda, Portogallo, anche Spagna e Italia cadano nel vortice dela crisi generalizzata. Altre preoccupazioni riguardano la resilienza del sistema bancario europeo nel suo complesso: Il Fmi stime che le banche europee debbano contrarre i loro asset di circa 2.6 trilioni di dollari nei prossimi due anni per riallinearsi agli standard e assorbire la crisi dei titoli spazzatura, causando una contrazione del credito ulteriore in un'economia già indebolita.  

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