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Kiev si riaffaccia ad Est

UCRAINA - Kiev 05/6/2013. Il 31 Maggio si è svolto a Minsk un incontro volto a far entrare l’Ucraina nell’Unione dogale, facendola entrare nella rete di rapporti internazionali rappresentata da Russia, Bielorussia e Kazakhstan.

L’incontro di fine maggio non ha rappresentato una presa di posizione dell’Ucraina negli accordi internazionali, ma ha forse espresso le sue intenzioni a rivolgersi più ad est. Il risultato, infatti, è stato un accordo tra gli interessati che vedono l’Ucraina diventare membro osservatore dell’Unione, uno status che le permetterebbe di mantenere un’autonomia sufficiente da continuare le trattative di integrazione con l’Unione Europea, e allo stesso tempo di avere un trattamento di maggior attenzione da parte degli stati confinanti.

In realtà, lo status di osservatore non era previsto dalla Russia, che spinge da tempo affinché l’Ucraina entri a tutti gli effetti nella cooperazione. L’Ucraina però è restia a prendere decisioni che possano sfavorire il procedere dei suoi rapporti con l’Unione Europea, posti già da mesi come una priorità del paese. Sarebbe infatti questo il principale motivo che impedirebbe un’entrata a pieno titolo del paese nell’alleanza, che risulta però sempre più necessaria a fronte di problemi di ordine economico. La possibilità di un’unione con la Russia, permetterebbe il distendersi dei rapporti tra i due paesi, sempre più tesi, con beneficio per entrambe le parti. Kiev, infatti, è sottoposta ad una particolare tassazione da parte della Russia per il metano, decisamente superiore a quella imposta a Francia e Germania. D’altra parte la Russia deve pagare caro l’uso dei gasdotti ucraini per rifornire di gas il suo acquirente maggiore, l’Europa. Un’unione doganale tra i due paesi comporterebbe una revisione degli accordi, con vantaggi per entrambe le parti. Sarebbe inoltre un’unione commerciale produttiva non solo con la Russia, quanto anche per Bielorussia e Kazakhstan, in quanto si presenterebbe la possibilità della libera circolazione delle merci con  tassazioni significativamente inferiori. 

L’Ucraina tuttavia è rivolta all’Europa, e teme che accordi troppo vincolanti con paesi dell’ex-blocco sovietico possano pregiudicarle trattative future con Bruxelles. Bisogna però sottolineare come nonostante recentemente si sia fatto un passo avanti per permettere una maggior circolazione delle persone da e per l’Ucraina con l’istituzione di visti più semplici da ottenere, l’Ucraina stessa non dimostra alcun intenzione ad adempiere alle richieste dell’Unione Europea riguardanti il problema della corruzione, il sistema giudiziario e la necessaria riforma elettorale, fattori che precludono di fatto in modo decisivo futuri accordi tra le due parti. La stessa popolazione ucraina si dimostra indecisa su quale partito prendere. Una ristretta maggioranza vede nell’avvicinamento all’Unione Europea una maggior possibilità di democratizzazione del paese e sostanziali vantaggi economici. Una buona parte della popolazione però vede nella partecipazione all’Unione doganale un accordo più pertinente al paese,  in quanto si tratterebbe di un legame con paesi affini per cultura e storia, oltre che per mentalità, e che porterebbe vantaggi nel rifornimento di risorse energetiche.

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