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La Grecia vende il gas a Gazprom

GRECIA - Atene 06/6/2013. È stata posticipata al 10 Giugno 2013 la vendita di Depa, la società greca statale di gas, la cui privatizzazione è stata imposta da Bruxelles per sopperire al debito ellenico. 

Prevista per la prima metà di Maggio, la conclusione delle trattative di vendita erano già state posticipate al 29 dello stesso mese, per alcuni problemi tecnici. Non si è riusciti tuttavia a risolvere la questione neanche per tale data, per mancanza di una presa di posizione definitiva da parte degli acquirenti. La necessità di un secondo rinvio è stata causata dal bisogno di offrire condizioni più vantaggiose e precise ai diretti interessati, in particolar modo per la compagnia statale russa Gazprom, principale offerente, che tenta di trarre dall’acquisto più garanzie possibili. A fine Maggio dunque le compagnie interessate hanno dovuto proporre la loro offerta finale, in vista della conclusiva cessione prevista il 7 Giugno, posticipata al 10.

Gazprom è a tutti gli effetti l’unica società che può concorrere all’acquisto, in quanto ha potuto avanzare un’offerta  del doppio valore di quella fatta dalla concorrente greca M&M GasCo, senza tralasciare che è la società russa a provvedere al rifornimento energetico e di gas della Grecia per quasi il 90%.Conscia della sua posizione favorevole, Gazprom cerca di raggiungere le maggiori garanzie per l’ acquisto, messo a rischio da un eventuale intervento contrario dell’Unione Europea e dalla possibilità di non recuperare i debiti contratti precedentemente da Depa. A ridosso della scadenza delle trattative, la compagnia russa è riuscita ad ottenere l’abbassamento dal 20% al 10% del prezzo di acquisto totale da devolvere come anticipo di garanzia, somma che perderebbe qualora il processo di privatizzazione non venisse concluso entro un anno e nel caso in cui la Commissione europea decidesse di bloccare l’avanzata russa nel mercato energetico. Gazprom è riuscita inoltre ad ottenere la clausola di garanzia secondo cui qualora i debiti di Depa, che ammonterebbero a circa 400 milioni di dollari, non venissero saldati dai responsabili, la compagnia russa, nel  momento in cui divenisse titolare della società, non avrebbe alcuna responsabilità in merito.

Sembrerebbe dunque che le trattative stiano giungendo ad una conclusione, e per quanto la Russia tema un ostacolo da parte dell’Unione europea, non sembra esserci una reale intenzione da parte di quest’ultima a prender parte alla competizione. In un primo momento, infatti, non solo Bruxelles, ma anche gli Stati Uniti si erano dichiarati fermamente contrari ad un rafforzamento del potere russo nella zona mediterranea, per poi però rinunciare ad una diretta opposizione per il pericolo di entrare in conflitto aperto con la Russia e per la mancanza di una società americana interessata a concorrere nelle trattative. La stessa Unione europea non ha presentato alcun candidato né dato il suo supporto ad altre compagnie, in quanto l’interesse principale sta nella conclusione della vendita, indifferentemente da parte di quale acquirente, in modo tale da poter riscuotere una parte dei finanziamenti devoluti alla Grecia.

 

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