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Lituania: il budget frena l’ingresso nell’eurozona

LITUANIA – Vilnius 12/06/13 Tra le Repubbliche Baltiche, la Lituania sembrerebbe essere lo stato alle prese con le maggiori difficoltà nell’entrare nell’eurozona. Reali restano le possibilità che l’euro venga introdotto come moneta corrente del paese nel 2015; tuttavia, affinché ciò si realizzi, si profila necessaria una rivisitazione delle scelte governative atte ad incoraggiare i consumi, incremenentando inflazione e deficit governativo.

Allo stato attuale, il criterio della stabilità dei prezzi imposto da Maastricht insieme ai prerequisiti in termini di budget richiesti per accedere alla moneta unica, non sarebbero raggiunti; ecco la ragione dell’urgenza delle misure correttive.

La Confederazione degli Industriali lituani, ha portato avanti un’indagine che rivelerebbe una loro generale accettazione della moneta unica; mostrando tuttavia un forte dissenso su modalità e tempistiche della manovra. Circa la metà degli imprenditori intervistati, vorrebbe entrare nell’Euro quantoprima; mentre, il 45% del campione ritiene sia opportuno attendere la fine della crisi dei debiti europei prima di aderire, evitando di intaccare l’economia dello stato baltico.

Nell’opinione del primo ministro socialdemocratico Algirdas Butkevicius, l’ingresso nell’eurozona stabilizzerebbe la finanza lituana; formalizzando una situazione che di fatto vede già l’utilizzo della valuta comune nelle transazioni, senza riceverne i benefici macroeconomici. Il disegno politico è pertanto quello gestire gli attuali crediti, concessi per il 70% in euro evitando una perdita di conversione attestabile attorno ai 100 milioni di lita. Si avrebbe inoltre un tasso di interesse inferiore, che incrementerebbe gli investimenti con una manovra monetaria, senza la necessità di onerosi interventi in grado di incrementare l’efficienza marginale del capitale.

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