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In difesa dei marò/5

ITALIA - Roma. Il The Times of India pubblica nella sua home page, le parole del premier Enrico Letta, sottolineando: «L'Italia reagirà per la mossa di India "inaccettabile", invocare la legge anti- pirateria, considerandolo un atto grave nei confronti di due dei suoi fucilieri di marina sotto processo c'è dal 2012 per l'uccisione di due pescatori indiani».

La testata cita il tweet di Letta: «L'Italia e l'Unione europea reagiranno».
Le dichiarazioni, prosegue il giornale, arrivano dopo la formulazione delle accuse da parte delle autorità indiane contro i due marines italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone in base al National Investigation Agency (NIA).
L'Italia ha anche invitato la Corte Suprema dell'India a «decidere su spese ragionevoli» in linea «con la sentenza del 18 gennaio», quando lo stesso tribunale ha «escluso l'applicazione della legge anti - terrorismo», come riferito dall'agenzia di stampa italiana ANSA.
Oggi in India è arrivato il ministro della Difesa italiana Mario Mauro.
Alle parole di Letta, Bonino e Mauro ora devono seguire i fatti. Se i militari italiani sono terroristi, non sono degni di partecipare a nessuna delle missioni all'estero. Quindi vanno ritirati. Se gli italiani sono terroristi, meglio non averci a che fare, va chiusa la sede di rappresentanza in India. Se i fucilieri di marina sono terroristi è meglio che l'Italia non abbia militari.
Se dietro alle parole di Bonino, Letta e Mauro c'è la verità è il momento di agire. Facendo capire all'India che i nostri militari erano lì per compiere un dovere, tutelare la nave italiana da possibili attacchi di pirati. Perché all'Italia e agli italiani risulta che i pirati infestano i mari dell'India e non dell'Italia.
I marò vanno riportati a casa e su di loro devono cadere le accuse di omicidio in base ad una legge che va a caccia di terroristi.

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