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Amisom inadeguato

UGANDA - Kampala. 02/08/13. I sei presidenti dei Paesi che contribuiscono a formare le truppe di Amison per il sostegno alla Somalia si raduneranno questo fine settimana a Kampala. L'obiettivo è quello di dare vita a una sessione di emergenza per armonizzare offensive in corso contro il gruppo di Al-Shabaab. Sono infatti molti i problemi emersi tra i diversi eserciti negli ultimi mesi.

L'incontro di domenica sarà presieduto del presidente dell'Uganda, Yoweri Museveni. Tra le questioni da redimere le accuse della Somalia nei confronti del Kenya di ingerenza nei suoi affari interni. A quanto si apprende da fonti locali il Kenya sta cercando di dare vita a un'area cuscinetto illegale a Chisimaio, sotto la tutela delle truppe keniane.

L'Uganda, che è stato il primo a fornire forze di sicurezza a Amisom ha il più grande numero delle truppe in Somalia. Gli altri paesi sono Burundi, Kenya, Sierra Leone, Gibuti e Somalia. I funzionari inviati per il summit dai ministeri degli Esteri dei sei Paesi che si terrà presso l'Imperial Resort Munyonyo, a Kampala sono già arrivati. «Abbiamo fatto progressi significativi nel settore della sicurezza, e abbiamo bisogno di un progresso altrettanto favorevole sulla struttura politica», ha spiegato il Segretario permanente per gli Esteri James Mugume. «Quello che è importante è che tutti i Paesi riescano ad armonizzare le nostre posizioni, per una migliore cooperazione».

L'obiettivo è quello di rendere il più efficienti possibili le risorse limitate per combattere i terroristi. Purtroppo però la verità è che gli eserciti stranieri in Somalia si son trovati a disagio e sono stati più rivali che non alleati, il nuovo presidente somalo, Hassan Sheikh Mohamud ha alzato la posta, puntando il dito contro il Kenya come se fosse il perfetto caprio espiatorio

In risposta a una domanda del quotidiano Daily Monitor il mese scorso a Mogadiscio, il presidente Mohamud ha detto: «Ora la situazione in Chisimaio è un po' deteriorata, c'è un esito conflittuale del processo; la gente ha nominato il suo presidente, e ora abbiamo tre presidenti a Chisimaio e non si riesce a governare».  Il presidente aveva riferito allora che la Somalia si era rivolta al blocco regionale, all'Autorità intergovernativa sul governo (Igad), e «speriamo che le cose migliorino in Kismayu» aveva chiosato il presidente.

Secondo alcuni giornali locali la Somalia ha formalmente firmato una petizione e l'ha consegnata all'Unione africana e alle Nazioni Unite.

Mentre dal Kenya, il portavoce del governo Muthui Kariuki non ha mai risposto alle richieste somale, anche dopo aver promesso che avrebbe risposto alle accuse. In un'intervista del mese scorso, il signor Mohamud ha detto che l'intervento straniero doveva servire ad aiutare la Somalia a costruire uno stato sovrano e l'amministrazione ma non è stato così. A Kampala martedì, il ministro degli affari internazionali Oryem Okello ha detto che l'Uganda non si è mai impegnata sul fronte politico in Somalia per non mettere in pericolo i soldati ugandesi. 

Domenica dunque i sei Paesi dell'Amisom avranno molte cose da discutere partendo proprio da come costruire un'alleanza solida. 

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