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Zeidan: la Libia non sarà un'altra Somalia

LIBIA - Bengasi. 12/11/13. Il primo ministro libico Ali Zeidan ieri si è recato a Bengasi per cercare di rassicurare la popolazione e anche i membri di governo che operano sul territorio.

Da diverse settimane sono in corso attentati che hanno ucciso membri di alto grado nell'esercito o delle forze speciali. Bengasi è praticamente nel caos. Zeidan ha detto che è pronto a fornire alla città della Libia orientale «il necessario supporto logistico» alle forze di sicurezza.

A dirlo è stato lo stesso primo ministro in conferenza stampa dopo aver incontrato i principali leader della sicurezza in città, guidata dal comandante delle forze speciali colonnello Nizza Bouchmadh. Zeidan ha dichiarato che farà di tutto per evitare che la Libia diventi una seconda Somalia e che il caos prenda il sopravvento. «Bengasi - ha detto il leader - è una priorità per il governo». Il premier ha detto che ci sono forze che voglio negare la ricostruzione del Paese e che non basterà un anno per ritornare alla normalità. Egli ha sottolineato che il governo sta lavorando per ripristinare l'immagine dell'esercito, forze di polizia e tutti quei servizi che servono per riportare la Libia alla normalità, partendo proprio da Bengasi.
Zidane ha rivelato la fornitura di veicoli blindati e armi, munizioni in grandi quantità, oltre a varie attrezzature di sicurezza, notando che queste e altre armi continueranno ad essere inviati a Bengasi per tre giorni. Il primo ministro non ha detto da dove verranno le armi e i veicoli. Ma, oggi, in una nota stampa Russia Oggi, ha detto che nei giorni scorsi l'Ucraina avrebbe dato il nulla osta per dare armi attraverso la Ochrinmac al ministero della Difesa Libico.
«La prima spedizione di armi da Tripoli a Bengasi è arrivata in un aereo». Ha detto il premier. Il primo ministro libico poi ha minacciato la regione della Cirenaica chiedendogli di ritirarsi dal perseguimento di autogoverno e dalla creazione di un'istituzione indipendente per esportare petrolio verso l'esterno.

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