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Egitto: teologo alla sbarra

EGITTO - Alessandria 22/08/2013. Il Fronte popolare egiziano ha presentato formale denuncia contro uno dei più famosi teologi islamici: Yusuf Abdullah al-Qaradawi.

Al Qaradawi è un noto docente unioversitario, preside di facoltà islamiche in Qatar e Algeria, tra le altre, è autore di oltre 120 libri sull'Islam. Secondo il sito akhbrna.com, il consulente legale del Fronte popolare dell'Egitto, Tariq Mahmoud, il 22 agosto, ha presentato una denuncia presso l'ufficio del procuratore generale di Alessandria (la n. 2381/2013) contro Yusuf Abdullah al-Qaradawi, presidente dell'Unione internazionale degli studiosi musulmani, accusato di istigazione contro i militari e la polizia.

Mahmoud scrive nella sua denuncia che: «Scientemente Yusuf al-Qaradawi, ha risieduto per più di 40 anni in Qatar, ha attaccato la Difesa egiziana, i militari e la polizia, dopo la rivoluzione del 30 giugno (...) Qaradawi ha incitato la sedizione contro l'esercito attraverso una serie di incontri in onda su Al-Jazeera (è il programma al Shari a wa al Hayah, ossia la Sharia e la vita, ndr), ha accusato l'esercito egiziano di aver ucciso il suo stesso popolo (...) A seguito di questo ha richiesto la necessità di un intervento straniero in Egitto e ha chiamato i musulmani di tutto il mondo alla Jihad in Egitto contro i militari e la polizia. Il tutto attraverso interviste in onda su Al Jazeera, programmi in diretta su Al Jazeera-Egitto (...) I commenti di Qaradawi (sul sito IslamOnline, ndr) hanno causato l'escalation delle operazioni terroristiche condotte da gruppi terroristici in difesa dei Fratelli Musulmani, e hanno provocato la morte di un gran numero di soldati e poliziotti» Mahmoud afferma che Qaradawi ha la «responsabilità penale piena di tali crimini contro il popolo egiziano e che dovrebbe essere punito come responsabile della sedizione e mandante degli omicidi e atti di violenza. Durante i suoi violenti discorsi diretti ai gruppi estremisti e viatico per la loro creazione e azione contro il popolo egiziano». Per Mahmoud: «Le sua azioni sono coerenti con le prove presentate nelle sue lettere che incitano all'odio e alla violenza contro i militari e la polizia, all'omicidio e a commettere atti di violenza; fattispecie proibite dall'articolo 40 del codice penale egiziano».

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