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La storia dell'intelligence italiana

ITALIA - Roma 04/04/2015. Si è tenuto il 1° aprile, presso l'Auletta dei Gruppi Parlamentari di via Campo Marzio in Roma il secondo convegno dedicato all'intelligence italiana.

Dopo l'introduzione del Vice Presidente della Camera on. Luigi Di Maio, sono intervenuti Bruno Marton, membro del Copasir, in qualità di moderatore, ed ospiti di assoluto rilievo in tale ambito, quali l'Ambasciatore Massolo (Direttore Generale del Dis), il prof. Soi (Docente di "Security Studies" presso l'Università di Firenze), il prof. Giannuli (Docente di Storia Moderna presso l'Università degli Studi di Milano), il prof. Mantici (ex Capo Dipartimento di Analisi del Sisde) ed il prof. Saccone (ex direttore della Security dell'Eni).
Molti i temi affrontati, con particolare riferimento alla storia dei servizi informativi della Repubblica italiana, anche confrontati con analoghe strutture europee. È infatti importante in questo particolare momento storico avvicinare i cittadini alla conoscenza delle strutture di intelligence, affinché siano comprensibili i compiti ad esse affidate. Le agenzie infatti agiscono secondo gli obiettivi del governo, all'interno di uno specifico quadro normativo di riferimento, che può differire fra i diversi Stati membri dell'Ue.
La diversità degli impianti legislativi di ogni singolo Stato, oltre ad importanti differenze culturali, è uno degli elementi che non sempre porta ad un efficace scambio di informazioni fra le varie agenzie che operano all'interno dell'Unione. Basti pensare ad esempio alle posizioni divergenti in materia di "oscuramento dei siti internet" che si hanno fra Stato e Stato.
Per alcuni, infatti, sarebbe fondamentale un oscuramento totale dei siti di propaganda terroristica. Per altri, questi rappresentano una straordinaria fonte informativa, e consentono inoltre operazioni di effettivo spionaggio, con infiltrati reali o virtuali. Se i siti fossero oscurati, tutte queste informazioni finirebbero nel "deep web".
All'interno del nostro Paese c'è un coordinamento specifico fra le agenzie e le forze di Polizia, vista la sostanziale convergenza nel Ministero dell'Interno. L'Italia ha, tra l'altro, una profondità storica nei servizi di intelligence, dati gli anni bui del terrorismo, oltre ad un importante sistema di fonti, che va dalle nostre imprese all'estero, alla presenza di "uno Stato nello Stato", unico al mondo.
Nessuno può sentirsi escluso dalle minacce in corso. Pur tuttavia, l'informazione giusta al momento giusto può essere vitale.

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