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Una città da cani

ITALIA - Roma 03/08/2014. È un luogo comune, piuttosto recente, che il grado di civiltà di un Paese si misura anche attraverso il modo in cui questo tratta gli animali.

Ultimamente quindi, diversi interventi normativi hanno imposto la possibilità per i nostri fedeli amici di entrare negli esercizi commerciali, piuttosto che sui mezzi pubblici, e così via, purché l’animale in questione sia tenuto al guinzaglio ed indossi la museruola. Se pensiamo alla Storia tuttavia, ci sono stati momenti in cui l’Italia è stata una società in prevalenza rurale, ed i contadini abitavano letteralmente con i loro animali, troppo preziosi – se non addirittura vitali - per essere lasciati all’aperto. Non è necessario risalire troppo nel tempo per trovare questo: è sufficiente visitare i “Sassi di Matera”, abitati fino quasi alla metà degli anni ’50 del secolo scorso, per avere una testimonianza diretta. Quale grado di civiltà vi era dunque in un Paese in cui le persone ed animali vivevano tutti insieme? Forse, per dare un valore al concetto di civiltà, avrebbe più senso pensare a come questa si preoccupa delle generazioni future, all’eredità culturale, scientifica, ambientale che mettiamo a disposizione dei nostri discendenti. Ci ritroveremmo quindi ad affrontare una riflessione più profonda, rispetto alla concessione per un amico a quattro zampe di salire su un mezzo pubblico. Evidentemente, nessuno ha mai provato ad immedesimarsi in un bambino. Vivere una grande città italiana, per un bimbo piccolo, è pressoché impossibile. Solo per fare un esempio pratico, le strade della capitale sono un vero e proprio deposito di escrementi e rifiuti organici di varia natura, tali per cui durante i mesi estivi è praticamente impossibile camminare senza effettuare “slalom” fra i diversi depositi animali lasciati sui marciapiedi, per non parlare della conseguente “atmosfera” maleodorante. Immaginiamo di essere un bambino che sta imparando a camminare, incerto, a 80 centimetri da terra e da quanto appena descritto, con i gas di scarico delle auto puntati a quell’altezza. Quale esempio stiamo dando? Ma uno degli aspetti interessanti di Roma riguarda i parchi pubblici. Esistono delle “Aree Cani”, nelle quali i nostri fedeli amici a 4 zampe possono essere lasciati per una corsa liberatoria, ma non esistono altrettante “Aree Bimbi”, dove i nostri figli possano giocare senza cercare di evitare le deiezioni animali, o peggio. Viviamo nel paradosso in cui i cani possono correre liberi nei parchi, ed i bambini sono destinati alle ludoteche, o alle aree recintate dei centri commerciali. Un bel esempio di libertà, e di civiltà. Quando i padri costituenti hanno scritto il principio di egualianza sostanziale, certo non hanno immaginato che le nuove generazioni dovessero confrontarsi alla pari con il mondo animale. In fondo “Il pianeta delle Scimmie” di Schaffner è uscito nel 1968, a poco più di un decennio dallo sfollamento dei Sassi di Matera, iniziato soltanto nel 1952. 

Eppure, siamo pur sempre il Paese della Montessori.

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