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Pechino usurpa il Mar Cinese Meridionale

VIET NAM - Hanoi. 25/06/2013. Il Vietnam apre alla Cina sulla contesa del Mar Cinese Meridionale. Il presidente vietnamita Truong Tan Sang, in visita di stato a Pechino dal 19 al 21 giugno, sottolinea l’importanza per i due Paesi di sviluppare delle relazioni, come in parte già sta avvenendo. 

 

La contesa va avanti da diverso tempo (all’incirca due anni) e ha ripreso ad essere centrale nei dibattiti interni ai due paesi in seguito agli episodi di crescente tensione della passata primavera, in particolare quello recente in cui la Cina avrebbe danneggiato un peschereccio vietnamita mettendo a repentaglio la vita di 15 membri dell’equipaggio; secondo il governo di Pechino, il peschereccio stava pescando illegalmente nelle acque intorno alle isole cinesi. Questo episodio è stato interpretato da alcuni come un gesto della Cina per rivendicare la propria sovranità, dando una lezione anche ad altri quattro paesi (Brunei, Filippine, Malaysia e Taiwan) che hanno delle mire sul Mar Cinese Meridionale. I motivi principali del contendere tra Vietnam e Pechino sono gli arcipelaghi Paracel e Spratly, dove sembrano esserci ingenti risorse energetiche. 

Diversi sono stati i tentativi negoziali per risolvere la questione. Il governo cinese da sempre insiste sulla necessità di trovare una soluzione a livello bilaterale, includendo al massimo i paesi dell’ASEAN; questo è un chiaro messaggio agli Stati Uniti, che negli ultimi tempi si sono posti a difesa della libertà di navigazione del Mar Cinese Meridionale. Il Vietnam dal canto suo, consapevole della maggior potenza cinese (la Cina controlla quasi tutto il Mar Cinese Meridionale, una superficie pari a 3,5 milioni di chilometri quadrati), cerca di portare avanti le proprie istanze in accordo con i paesi dell’ASEAN. Il Vietnam è inoltre consapevole, come ha ribadito il presidente in occasione del suo viaggio, dell’importanza dei rapporti economici con la Cina, suo principale partner commerciale. Entrambi i paesi hanno deciso di avviare la cooperazione in diversi settori (agricoltura, pesca, trasporti, energia, minerario, manifatturiero e altri), con l’obiettivo di raggiungere un volume di scambi pari a 60 milioni di dollari entro il 2015 (secondo quanto riportato da fonti non ufficiali). Nell’ultimo giorno di visita del presidente Truong Tan Sang a Pechino è stata rilasciata una dichiarazione congiunta, in cui è stata annunciata una nuova iniziativa: l’istituzione di un numero verde di emergenza navale che aiuterà la risoluzione di incidenti nelle acque contese. Secondo l’accordo, entrambe le parti si impegnano a informare entro 48 ore l’altra di eventuali arresti o incidenti che coinvolgono i pescatori o le barche da pesca.

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